DESCRIZIONE PROGETTO

Il progetto INOVENO realizza il trasferimento di nuove tecnologie di fermentazione da un ente di ricerca (l’IRVO), che le ha precedentemente messe a punto, ad alcune Aziende vitivinicole siciliane. Partecipano altresì al progetto altri soggetti, sia pubblici che privati, che completano le competenze necessarie alla sua realizzazione.

Le innovazioni tecnologiche trasferibili sono di tre tipi:

1. Produzione di vini con lieviti selezionati, ma isolati dall’IRVO in Sicilia ed in grado di produrre vini sensorialmente distinguibili da quelli ottenuti a partire dallo stesso mosto, ma con ceppi di lievito selezionati in altre aree geografiche. L’IRVO ha infatti costituito di recente una nuova collezione di lieviti Saccharomyces cerevisiae ad uso enologico. Precedenti ricerche hanno dimostrato che l’utilizzo di questi ceppi garantisce la produzione di aromi secondari qualitativamente e quantitativamente differenti, rispetto a quelli prodotti da lieviti selezionati in altre aree geografiche ed oggi in commercio, sia nelle fermentazioni in bianco, che in quelle in rosso, che nelle rifermentazioni in bottiglia. La produzione di vini più caratterizzati e individuabili offre maggiori possibilità in un mercato sempre più orientato verso gli alimenti e le bevande fortemente tipiche rispetto al territorio di origine.

2. Applicazione di protocolli di produzione di vini rosati di qualità, testati presso la Cantina Sperimentale dell’IRVO: tali metodi permettono l’ottenimento di vini che mantengono più stabile nel tempo il loro colore ed il corredo aromatico, parametri che finiscono per incidere sulla longevità del prodotto. I protocolli di lavorazione possono essere applicati prioritariamente sulle varietà autoctone e rappresentare quindi un valido strumento per la produzione di vini “alternativi” a quelli tradizionali.

3. Produzione in aziende vitivinicole siciliane di vini spumanti di qualità, con ottimo rapporto qualità/prezzo, ottenuti con le varietà, autoctone ed alloctone, tipiche del panorama ampelografico regionale, di cui si dispone già di un buon livello di conoscenze tecniche attraverso le sperimentazioni condotte presso la Cantina Sperimentale dell’IRVO e corrispondenti alle caratteristiche richieste dal mercato, ossia brillantezza, perlage fine e persistente, freschezza, buona acidità, aroma delicato. Nel caso del metodo classico sarà possibile l’impiego di un ceppo di lievito selezionato dall’IRVO.

Oltre alle tre azioni prettamente tecniche di trasferimento tecnologico, una serie di azioni relative all’addestramento del personale tecnico, al monitoraggio delle diverse azioni, all’analisi e validazione dati completano le attività di trasferimento applicativo e collaudo della ricerca.

Le attività di dimostrazione, disseminazione e diffusione dei risultati prevedono invece la stesura di un manuale tecnico-operativo a beneficio dei tecnici aziendali e la divulgazione dei risultati tramite workshop, convegni, corsi e degustazioni. Un’attività a parte è rappresentata dal coordinamento e dalla rendicontazione economica del progetto.

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